25 aprile 2017: parliamo di liberazione?

25 aprile_quale liberazione

 

La Resistenza è stato un momento importante nella storia italiana e con la serata del 22 aprile 2017 alle ore 19:30 presso la libreria LIBeriTUTTI di La Spezia, ne vogliamo parlare andando al cuore dell’esperienza di guerra cercando di comprendere ciò che, storicamente e politicamente, ha realmente significato.

 La Resistenza non potrà essere disgiunta quindi dalla storia della imponente non-resistenza al fascismo che la precedette, e a quella della sua utilizzazione a fini di consolidamento capitalistico che, alla conclusione del conflitto, le è seguita. Con episodi atroci e straordinari eroismi la Resistenza offre giusto argomento di emozione e di raziocinio. Vi si misura quanto possano le circostanze e volontà di minoranze, su di un popolo che il giudizio comune riteneva incapace di combattere con tanta energia e dimostra come non esistano condizioni oggettive assolutamente insuperabili. Anche vi si impara quanto poco eroismi e sacrifici possano fruttare in senso rivoluzionario quando non sia chiara e forte la capacità politica di chi deve reggerli; e come una parte di chi nella Resistenza combatteva, altro avesse voluto, o più, da quel che i suoi capi intendevano e per quell’altro avesse lottato e poi, finito l’urto armato e con quei capi quelle mète non potendosi raggiungere, si disanimasse.

Forse ad un giudizio storico più rigoroso comincia ad esser chiaro che il fascismo non è stato altro che la forma politica che in un paese economicamente e civilmente debole le classi dirigenti si sono scelte per poter avviare il passaggio da una fase di economia prevalentemente agricola ad una di economia prevalentemente industriale; e allora la stessa Resistenza risulterà essere un episodio del medesimo fenomeno, ossia l’operazione politico-militare che ha contribuito a spazzare via i resti di una classe politica inetta ed ha consentito lo sviluppo delle forme moderne di produzione capitalistica anche nella nostra penisola. (Franco Fortini – note dal diario privato del 1965 – tratte da «Un giorno o l’altro» Quodlibet, Macerata 2006)

Vogliamo guardare i fatti, la storia e cercare di comprendere se la liberazione è stata veramente tale. Ci domandiamo se, effettivamente, l’Italia è stata liberata dal fascismo o piuttosto è stata occupata, culturalmente, ideologicamente e politicamente dagli Alleati che hanno introdotto the American way of life. Ci troviamo ad operare con una certa freddezza non certo per evitare di ricordare il dolore, la sofferenza, il coinvolgimento di migliaia di italiani che hanno preso parte alla lotta partigiana, ma per andare diretti al punto di quell’esperienza e trarne i giusti insegnamenti e considerazioni utili per il nostro vivere. E certamente il nostro vivere è quello di ricordarci che, come diceva Bretolt Brecht ci sono “quelli che stanno in alto” e “quelli che stanno in basso”: dobbiamo sentirci parte di un’unica classe che lotta contro il proprio sfruttamento perché la storia lo ha dimostrato e, tuttora, lo dimostra:

La guerra che verrà

non è la prima. Prima

ci sono state altre guerre.

Alla fine dell’ultima

c’erano vincitori e vinti.

Fra i vinti la povera gente

faceva la fame. Fra i vincitori

faceva la fame la povera gente egualmente.

(B. Brecht da Poesie di Svendborg)

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